Settore Ovicaprino: una "tendenza" in cerca di professionalità

15 gennaio 2018

La nostra collega, Celeste Grande, referente tecnico del settore ovicaprino, ospite relatrice al convegno Sivar tenutosi lo scorso14 novembre. Il settore ovino e caprino in Italia sta suscitando un interesse sempre maggiore negli ultimi anni.

Infatti è sempre più comune trovare formaggi o carni di origine ovicaprina anche nei supermercati della GDO e non solo nei negozi tipici locali. Ci sono diversi motivi per cui il consumatore medio apprezza, per fare un esempio, il formaggio di capra: la visione più “bucolica” (in realtà errata) dell’allevamento caprino contro quello bovino percepito come più intensivo, le proprietà nutritive ed il contenuto ridotto di allergeni o molecole poco tollerate, nuove ricette dove il caprino va quasi di moda.
Accanto ad una domanda crescente di prodotti ovicaprini, c’è da analizzare il contesto nazionale di produzioni lattiero casearie che vede negli ultimi anni un andamento altalenante e una condizione volatile del mercato del latte vaccino, con punte davvero critiche del prezzo del latte in alcuni mesi del 2015 e 2016.
Di conseguenza, di fronte ad un calo del numero di allevamenti di vacche da latte, si sta vivendo un aumento di allevamenti di ovini e caprini, innovativi e professionali, spesso gestiti da giovani imprenditori.
Trouw Nutrition negli ultimi anni ha messo a punto diversi prodotti e servizi specifici per questo genere di allevamenti, progetto nel quale sono coinvolta in prima linea, cercando di individuare le esigenze delle diverse specie e razze ovicaprine e delle tipologie di allevamento.
L’interesse per questo settore è tale che anche associazioni come SIVAR (Società Italiana Veterinari per Animali da Reddito) ha dedicato delle giornate di incontri tecnici per veterinari, per trattare diverse tematiche inerenti alla gestione di queste specie animali.
In particolare ho avuto l’opportunità di intervenire come relatrice il 14 novembre nella sede SIVAR di Palazzo Trecchi a Cremona, dove ho approfondito tematiche di gestione alimentare, in particolare di capre e pecore ad attitudine lattea, e differenziato le tecniche di svezzamento di giovani agnelli e capretti.
Di fondamentale importanza, quando si parla oggi di gestione alimentare ovicaprina, è la differenziazione tra le diverse razze, perché alle nostre razze ovine autoctone come la Sarda o la Comisana, con una buona attitudine pascolativa, si stanno affiancando razze estere, come la Lacaune francese o l’incrocio israeliano Assaf, che prediligono una sistemazione in stalla con distribuzione di Unifeed, per poter soddisfare le loro esigenze alimentari e quindi estrinsecare il vero potenziale produttivo che le contraddistingue. Infatti per le suddette razze non basta fornire dei buoni foraggi, ma bisogna prestare molta attenzione alla componente dei concentrati, sia proteici che amidacei, differenziando bene la digeribilità degli stessi all’interno della razione.

Per le capre da latte il discorso è ancora più complesso perché all’interno della stessa razza, ad esempio la Saanen, troviamo espressioni fenotipiche diverse a seconda dell’area in cui si è fatta una determinata selezione genetica, di qui la distinzione tra la Saanen francese, olandese o austriaca, che presentano caratteristiche somatiche e produttive diverse, quindi diversi fabbisogni.
Tutto ciò lascia intendere come una certa professionalità e specializzazione nella filiera ovicaprina inizi ad essere importante per supportare al meglio gli allevatori che hanno scelto di affrontare questo settore, che merita l’interesse sia del mondo dell’industria che degli operatori tecnici.

 

Celeste Grande
Species Manager Jr. Ruminanti da Latte & Area Manager

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