Nella difficile situazione in cui ci troviamo in questi giorni, e di fronte alle difficoltà di reperimento di alcune materie prime o all’aumento dei costi di altre ancora, gli allevatori auto produttori di mangimi si trovano nella condizione di dover modificare le formulazioni.

A questo proposito, di seguito trovate qualche indicazione di massima, tenendo sempre presente che il team suini di Trouw Nutrition è disponibile ad aiutarvi a modificare le formulazioni dei mangimi quando necessario.

 

Cosa fare in caso di...

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Un po’ di numeri dal Mercato

I rincari delle materie prime sopra citate hanno impattato per un +5% sul costo alimentare, se a questo dato aggiungiamo il fatto che il prezzo dei suini è diminuito del 19% (partendo da Dicembre 2019 a 1,790€/kg fino a Marzo 2020 1,452€/kg) abbiamo un’idea chiara sulla forte difficoltà che il comparto suinicolo sta attraversando in questo momento. Se il trend delle materie prime si confermerà, così come il calo del prezzo dei suini, già nella settimana 14 dell’anno in corso, si raggiungerà la soglia di pareggio tra costi e ricavi.

Attualmente le macellazioni sono in netto calo, si parla di un -20% dovuto alle difficoltà logistiche, ai problemi di presenza e gestione della mano d’opera all’interno dei macelli, tutto questo associato ad un periodo dell’anno fisiologicamente “calmo” per il consumo di carni suine ci ha portato ad una riduzione delle macellazioni stimata sui 25.000 capi a settimana.

Per quanto riguarda le produzioni D.O.P. il timore principale è che i suini attualmente presenti in allevamento vadano “fuori peso” visto che i ritiri si allungano nel tempo e il peso vivo aumenta, con ulteriori penalizzazioni a carico dell’allevatore.

A livello della GDO il consumo dei tagli freschi e dei prodotti affettati in vaschetta è decisamente buono, tanto è vero che non è sempre possibile trovare tutti i prodotti sulle scaffalature dei supermercati, soprattutto il cotto affettato in vaschetta. Chi soffre maggiormente sono le carni DOP e IGP stagionate.

Per questo serve uno sforzo comune da parte di tutta la filiera produttiva inteso come sensibilizzazione dei consumatori ad un consumo delle carni nazionali e non di importazione.