Allevare le manze in modo sostenibile
Gli Obiettivi dell’allevamento delle manze di oggi
L’obiettivo che tutti gli allevatori si pongono per quanto riguarda l’allevamento della rimonta è quello di crescere una manza che raggiunga almeno l’80-85% del peso della vacca matura al primo parto con un BCS di circa 3, con un ottimo stato di salute e in maniera economicamente sostenibile.
Da questa definizione si evince come non esista un peso ideale da raggiungere per le manze al primo parto, ma che questo vari a seconda della mandria che consideriamo dove il riferimento per il calcolo del peso diventa la vacca matura ovvero un animale in salute alla terza lattazione che ha superato il picco di lattazione. Facile a dirsi, un po’ più difficile da applicare nella pratica, data la difficoltà di monitorare con costanza i pesi degli animali nelle varie fasi per carenza di strumenti pratici a livello aziendale. I nutrizionisti sono a conoscenza che i fabbisogni di mantenimento e di produzione delle vacche di oggi sono ben diversi dal passato, basti pensare che il peso della vacca matura di razza frisona è passato da 668 kg del 1993 al 780 kg del 2015. A supporto di questi dati le performance produttive degli animali iscritti ad ANAFIBJ ci dicono come le produzioni in prima lattazione stiano raggiungendo livelli sempre più elevati ogni anno con una media che si avvicina ai 9.600 kg di latte normalizzato, con il miglior 10% della popolazione che supera già i 14.000 kg. Va da sè che anche i fabbisogni nutritivi dei giovani animali vanno settati in modo da supportare l’espressione del loro potenziale genetico in costante progresso.
Focus sull’allattamento e programmazione metabolica
Come ormai noto, Il successo produttivo dei nostri animali in prima lattazione è direttamente proporzionale alle performance di crescita dei giovani animali sfruttando il concetto per cui una corretta alimentazione in queste fasi è in grado di programmarne il metabolismo degli animali e di favorire un significativo sviluppo degli organi come il tratto gastroenterico, fegato e mammella (1,2,3).
L’incremento ponderale diventa quindi il principale indicatore su cui focalizzarsi per ottenere future bovine sane, longeve e produttive, sfruttando i vantaggi del programma Lifestart di Trouw Nutrition. Molti studi affermano che un piano alimentare ad elevato livello nutritivo caratterizzato da una somministrazione di elevate quantità di latte ricostituito fin dalle prime fasi di vita della vitella, consente di ottenere diversi vantaggi come l’anticipo dell’età al primo parto (4), la maggior produzione di latte nelle future vacche (1,2,6) ma anche alcuni miglioramenti sanitari, con un aumento del tasso di sopravvivenza all’interno della mandria (3) e un miglioramento dei parametri riproduttivi come il tasso di concepimento alla prima inseminazione (3). Da uno studio effettuato dall’università di Nottingham nel 2016 osservando 437 mandrie da latte e un totale di 73277 vacche, è emerso che l’età al primo parto di 23-24 mesi è quella che garantisce il miglior tasso di sopravvivenza (7), ancora piuttosto lontano rispetto a quella che è la media nazionale italiana degli animali iscritti che si colloca intorno ai 26 mesi.
La strategia per ottenere le massime performance già dalle prime fasi di vita è quella di affidarsi ad un programma alimentare ad elevato livello nutritivo come Lifestart per sfruttare al massimo l’efficienza alimentare che i giovani animali sono in grado di esprimere dalla nascita fino alle 8 settimane di vita arrivando fino al 60%.
Attenzione allo svezzamento:
La fase dello svezzamento è una tra le più delicate nella vita della vitella da rimonta, in cui sono in gioco molti fattori stressogeni (ambiente, cambi alimentari, raggruppamenti, patologie) e spesso gli allevatori assistono ad una battuta di arresto nella crescita dei loro animali che può compromettere il raggiungimento degli obiettivi di crescita che si sono prefissati. Una serie di azioni gestionali e alimentari ci aiutano a mitigare gli effetti negativi dello stress da svezzamento. Per capitalizzare al massimo i vantaggi ottenuti con un buon programma di allattamento è però necessario lavorare bene per almeno altri 21 mesi. La prima sfida è rappresentata dallo svezzamento cioè il progressivo abbandono dell’alimentazione lattea a favore dell’alimentazione solida, una fase cruciale in cui la vitella inizia a diventare un vero e proprio ruminante acquistando sempre maggior competenza nella digestione dei foraggi e dei concentrati. Il segreto è arrivare a questo appuntamento con animali adeguatamente preparati con uno sviluppo ruminale ottimale sia in termini di volume che di superficie di assorbimento. Le vitelle acquisiscono pian piano anche un corredo enzimatico in grado di supportare la digestione alimenti come l’amido a livello intestinale ed è per questo consigliato l’utilizzo di un mangime starter di alta qualità ed elevata appetibilità in grado di garantire un adattamento graduale degli animali alla nuova dieta. I vitelli alimentati con alti livelli nutrizionali durante la fase lattea beneficiano di uno svezzamento graduale dalle 2-3 settimane con riflessi positivi su crescita e sviluppo corporeo nel post-svezzamento (8). Sfatando il vecchio paradigma per cui la somministrazione di elevate quantità di latte dovrebbe deprimere l’ingestione di mangime allo svezzamento, possiamo affermare esattamente il contrario: infatti le più recenti ricerche sostengono che anche animali alimentati con programmi ad elevato livello nutritivo, applicando uno svezzamento graduale, sono in grado di ingerire elevate quantità di mangime allo svezzamento. Un altro indicatore facile da misurare che ci permette di capire lo stato di salute dei nostri animali allo svezzamento è la quantità di mangime che sono in grado di assumere in questa fase. Una assunzione di 2,5–3 kg di concentrato è considerata buona così come un peso a 90 gg di vita triplicato rispetto a quello alla nascita.
Trouw Nutrition suggerisce l’utilizzo di un TrouwGreen Enterosafe LCB una soluzione a base di prebiotici e oli essenziali in grado di limitare lo stress degli animali nella fase di svezzamento supportando l’integrità intestinale e rafforzando l’ingestione di alimento. Il prodotto può essere facilmente somministrato nell’unifeed dedicato alla fase di post-svezzamento o integrato all’interno di un mangime.
Ottimizzare la crescita dal post-svezzamento al primo parto con una soluzione innovativa: MaxCare Modular Manze
Il periodo di accrescimento che va dal post-svezzamento al primo parto è caratterizzato da significative trasformazioni che accompagnano i nostri giovani animali alla carriera produttiva, in cui lo sviluppo corporeo, il raggiungimento della pubertà, la gravidanza e il primo parto, sono dei momenti chiave di cui i nutrizionisti devono tenere conto nella formulazione della dieta. E’ ormai noto come i fabbisogni degli animali cambiano molto a seconda delle fasi e dovremmo essere in grado di fornire razioni bilanciate per ciascun periodo di sviluppo, anche se, per ragioni legati ai numeri e alla logistica di stalla, il numero di diete praticabili è spesso limitato specie nelle aziende medio-piccole.
La fase di post-svezzamento che va dai 3 ai 6 mesi di vita merita particolare attenzione e richiede una razione dedicata, caratterizzata da una elevata concentrazione energetica con l’obiettivo di sfruttare al massimo la buona efficienza alimentare delle vitelle, che calerà poi sensibilmente nella fase di manzette e manze, a seguito del completo sviluppo ruminale. Per questa fase si adattano bene razioni a secco ben integrate o razioni delle vacche in lattazione. Nutrizionisti e allevatori devono conoscere queste dinamiche e studiare la miglior applicazione pratica possibile, accompagnando gli animali fino alla prima inseminazione, all’instaurarsi della gravidanza, dove la concentrazione energetica della dieta va limitata per evitare un eccessivo ingrassamento specie se si considera il significativo aumento di ingestione che si osserva con il progredire dell’età. La composizione corporea, come evidenziato dalla figura 1, cambia radicalmente con le percentuali di proteine e grasso che si intersecano al momento della pubertà (NRC 1998, Simpfendorfer, 1974). Proprio per questo è importante garantire sempre un livello di proteina metabolizzabile elevato e di buona qualità così come va mantenuto elevato il tenore di minerali e vitamine, che assicurano uno sviluppo ponderale e organico armonico specie per ciò che riguarda la parte riproduttiva. Negli ultimi due mesi di gravidanza, la domanda di proteina delle manze diventa ancor più elevata per assicurare il proprio accrescimento corporeo e del feto, lo sviluppo della ghiandola mammaria e la prima produzione di colostro. Nella tabella 1 sono riportati i livelli di concentrazione dei principali nutrients nelle varie fasi di accrescimento raccomandati dal NASEM 2021.
Se la crescita ponderale e lo sviluppo dell’apparato riproduttore sono i principali obiettivi da perseguire anche l’integrazione vitaminico-minerale, riveste un ruolo chiave, anche se non è sufficiente accontentarsi di coprire i fabbisogni degli animali, il segreto è puntare sull’efficienza alimentare con l’obiettivo di ridurre l’età al primo parto. Trouw Nutrition mette in campo MaxCare Modular Manze, una soluzione che combina questi due obiettivi, puntando su un integratore dedicato all’allevamento dei giovani animali che completa l’offerta della linea MaxCare Modular lanciata nel 2023 dedicata al settore vacche da latte (Come ottenere elevate performance con un’integrazione “responsabile” – Ruminantia – Web Magazine del mondo dei Ruminanti).
MaxCare Modular Manze contiene OPTIPRO, una innovativa miscela di estratti vegetali in grado di migliorare l’efficienza proteica della razione promuovendo l’accrescimento ponderale. La presenza di una coltura inattivata di lievito TROUWFERM NEW, sostiene l’azione dei batteri cellulosolitici a livello ruminale massimizzando la digestione della fibra. Prove di campo hanno evidenziato un incremento ponderale giornaliero di 40 gr/capo/giorno in più rispetto al gruppo non trattato. MaxCare Modular Manze apporta inoltre oligoelementi come Zinco, Rame e Manganese, presenti sotto forma idrossilata INTELLIBOND per garantire la massima biodisponibilità. L’attività antiossidante di questi oligoelementi assieme alla presenza di Betacarotene, ha una ricaduta positiva sulla fertilità e sul sistema immunitario degli animali. Il dosaggio raccomandato è di 100 gr/capo fino a 6 mesi di vita delle vitelle per poi salire a 200 gr/capo dai 6 mesi in poi.
MaxCare Modular Manze ci dà l’occasione di porre l’attenzione sulla nutrizione degli animali da rimonta che rappresentano il futuro delle nostre mandrie, puntando a massimizzare l’accrescimento, riducendo l’età al primo parto e migliorando così l’efficienza e la sostenibilità economica dell’allevamento.
Grafico 1:

Simpfendorfer, 1974
Tabella 1: Fabbisogni dei principali nutrients (espressi sulla s.s della dieta) per vitelle e manze in accrescimento (NASEM 2021)
|
Età giorni |
30 |
100 |
225 |
350 |
475 |
600 |
|
Peso Kg |
65 |
120 |
230 |
330 |
420 |
530 |
|
IPG kg/gg |
0,7 |
0,7 |
0,9 |
0,8 |
0,7 |
0,9 |
|
Ingest. Kg s.s./gg |
1,4 |
3,9 |
6,6 |
8,5 |
9,8 |
11,0 |
|
ME Mcal/kg |
3,68 |
2,26 |
2,09 |
1,95 |
1,92 |
2,12 |
|
MP % |
16,5 |
9,5 |
8,1 |
6,8 |
6,1 |
14,0 |
|
PG % |
21 |
16,6 |
14,4 |
12,6 |
11,7 |
12,7 |
|
Ca % |
0,59 |
0,78 |
0,58 |
0,44 |
0,37 |
0,39 |
|
P % |
0,45 |
0,32 |
0,26 |
0,21 |
0,18 |
0,19 |
|
Mg % |
0,15 |
0,14 |
0,12 |
0,12 |
0,12 |
0,10 |
|
Cu mg/kg |
5 |
16 |
16 |
15 |
15 |
17 |
|
Zn mg/kg |
70 |
47 |
41 |
36 |
34 |
35 |
|
Mn mg/kg |
50 |
49 |
44 |
40 |
38 |
43 |
|
Vit A UI/kg |
5.218 |
3.390 |
3.829 |
4.265 |
4.698 |
5.288 |
|
Vit D UI/kg |
1.518 |
924 |
1.044 |
1.163 |
1.281 |
1.442 |
|
Vit E UI/kg |
86 |
49 |
56 |
62 |
68 |
77 |
Bibliografia:
(1) Van Amburgh, Soberon et al. 2013
“Lactation Biology Symposium: The effect of nutrient intake from milk or milk replacer of preweaned dairy calves on lactation milk yield as adults: a meta-analysis of current data” Journal of Animal Science.
(2) L.N. Leal, J.B. Daniel et al. “Preweaning nutrient supply improves lactation productivity and reduces the risk of culling in Holstein cows” J Dairy Sci. 2025 Jun;108(6):5875-5888.
(3) Soberon and Van Amburgh 2017. “Effects of preweaning nutrient intake in the developing mammary parenchymal tissue” J. Dairy Sci. 100:4996–5004 https://doi.org/10.3168/jds.2016-11826;
(4) Ballou et. al. “Plane of nutrition influences the performance, innate leukocyte responses, and resistance to an oral Salmonella enterica serotype Typhimurium challenge in Jersey calves” J. Dairy Sci. 98 :1972–1982 http://dx.doi.org/ 10.3168/jds.2014-8783; M. A.
5) D. L. Van De Stroet et al. 2016; “Association of calf growth traits with production characteristics in dairy cattle” J. Dairy Sci. 99:8347–8355 http://dx.doi.org/10.3168/jds.2015-10738
6) M. Raeth-Knight et. al. 2009; “Impact of conventional or intensive milk replacer programs on Holstein heifer performance through six months of age and during first lactation” J. Dairy Sci. 92:799–809 doi:10.3168/jds.2008-1470.
(7) V. E. Sherwin, C. D. Hudson, A. Henderson and M. J. Green 2016- School of Veterinary Medicine and Science, University of Nottingham; “The association between age at first calving and survival of first lactation heifers within dairy herds”
(8) R. N. Klopp et. Al. “Postweaning response on growth and nutrient digestion to using different weaning strategies when feeding moderate and high amounts of milk replacer to Holstein calves” J Dairy Sci. 2020 Sep;103(9):8143-8150 doi: 10.3168/jds.2019-17704.
(9) Shaff, Gruse et. al. 2016; “Effects of Feeding Milk Replacer Ad Libitum or in Restricted Amounts for the First Five Weeks of Life on the Growth, Metabolic Adaptation, and Immune Status of Newborn Calves” doi: 10.1371/journal.pone.0168974. eCollection 2016.